Il Festival della Mosca Morente

Segundo premio. Micro-relatos EUTA Torre de Babel. Jornadas idiomáticas. Autora: Giada Tais

uccelliRaccontano che, fino a non molto tempo fa, quei curiosi uccellini vestiti con frac vivevano stabilmente tra le fronde di un’enorme quercia di nome Roble. Era molto saggio e, nonostante l’età (più di mille anni!), mai si stancava di raccontare ai giovani le storie degli umani (aveva imparato l’umanesco da fuscello). Tra i suoi allievi più appassionati era Nina, che amava le sue storie più di ogni altra cosa.

Dicono che tutto accadde d’autunno, nel giorno in cui lo stormo era andato al Festival della Mosca Morente, vicino alle miniere del Sud: Nina, la sola rimasta con Roble, si spaventò tanto al sentir quel forte fischio seguito da un minaccioso “ciuf ciuf”, che iniziò a volare a perdifiato. Quando si calmò era già buio, e poté tornare a casa solo l’indomani.

Ma, al suo ritorno, al posto di Roble c’era solo un grosso buco e, tutt’intorno, una folla di umani in lacrime! Da allora, Nina e lo stormo viaggian su e giù per il mondo cercando l’amico scomparso.

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